Sardinian Caves – Una giornata nelle grotte


Era già da tempo che stavamo pensando di andare a scattare in questo posto, ma purtroppo il lavoro detta i tempi e abbiamo dovuto sempre rimandare. Qualche giorno fa però, siamo riusciti ad organizzarci e siamo partiti!

Sveglia alle 6, con tutta l’attrezzatura pronta dalla sera prima per non perdere tempo e appuntamento con chi ci ha svelato questo posto incantato che probabilmente in pochi conosco. Si chiama Angelino e guarda caso, ha lo stesso sangue esploratore di Livio. Lui lo chiama Zio Angelino ed indovinate perché?! Ma sorvoliamo le parentele… Siamo un gruppo di sei persone e dopo le presentazioni di rito per chi non si conosce, saliamo in macchina e partiamo. Dopo poco più di un’ora, arriviamo all’inizio del sentiero che finalmente ci porterà dove inizierà la nostra vera esplorazione!


Lungo il cammino tra la vegetazione rigogliosa ed il panorama mozzafiato, i segni della storia di una Sardegna sconosciuta a molti, ma che affascina e cattura ogni persona che percorre questi sentieri. La salita non dura molto e ad un certo punto Zio Angelino esclama:
“Credo di essermi perso… Non ricordo più dove sia!”.
Un attimo di silenzio tra gli sguardi un po’ scettici, ma si mette a sghignazzare e ci indica l’ingresso di quello che poi scopriremo un posto assurdo!

L’euforia è palpabile e Livio, senza troppe esitazioni, si butta sulla grata che chiude la “porta” e la apre, esclamando:
“Esce aria fredda e vedo il fondo… Saranno otto o nove metri!”

In un attimo capiamo subito che è arrivato il momento che aspettavamo; tiriamo fuori le corde, le imbracature e ognuno la sua torcia e… Pronti per la discesa!

Uno dopo l’altro raggiungiamo il fondo di quel “buco”, passando attraverso quella stretta apertura e arriviamo giù, dove la temperatura è di 13 gradi e se non fosse per le torce, il buio ed il silenzio, regnano incontrastati!


Io, Livio, parto subito in esplorazione in testa al gruppo, impaziente di vedere cosa mi aspetta e dopo pochi metri e una prima arrampicata, mi si apre davanti la prima “camera” della grotta. Mi credete se vi dico che non credevo a cosa stavano vedendo i miei occhi?


Continuiamo l’esplorazione e tra passaggi in arrampicata scivolosissimi, stalagmiti enormi e volte altissime colme di stalattiti che pendono, raggiungiamo tutte le camera, forse quattro o cinque e ognuna semplicemente spettacolare.
Vi possiamo assicurare che ne le parole e ne le foto, possono rendere onore a ciò che vedreste voi stessi se visitaste questo posto! Dopo oltre un’ora all’interno di questa grotta mozzafiato, torniamo in superficie e risistemiamo l’attrezzatura. La giornata è finita? Assolutamente no! Siamo soltanto a metà della giornata ed in programma c’è altro. Un’altra grotta che raggiungiamo dopo circa mezz’ora di cammino sotto la pioggia che nel frattempo ha iniziato a scendere copiosa, da una parte con una certa sensazione di piacere, visto che i gradi nel frattempo erano saliti a circa trenta, ma arrivati all’ingresso della seconda, usciva una corrente che sembrava quasi di essere a fine novembre con il maestrale e completamente zuppi, la sensazione di piacere, lasciava spazio a qualche brivido. Niente di troppo intenso per poterci fermare e dopo qualche minuto di respiro, sempre io, Livio, riparto in testa alla marcia e m’infilo in uno stretto e basso cunicolo, seguito da Gabriele, alla fine del quale, dopo circa sessanta o settanta metri, esclamo:
“Che bomba!”


Davanti a noi una grotta immensa, con un’apertura in cima ad un’altezza probabilmente di ottanta metri, dalla quale entrava un cono di luce che rendeva l’atmosfera decisamente Lunare!
Questa grotta è davvero esageratamente grande, alla fine della quale dopo una bella arrampicata di circa dieci metri e tra blocchi di calcare crollato dal soffitto, porta ad un balcone naturale che si affaccia su una voragine che sprofonda forse per trenta metri. Faceva paura guardare giù!

Anche qui spendiamo almeno un’ora per scattare e proseguire nell’esplorazione, prima di tornare verso l’uscita e scoprire che non ha ancora smesso di piovere. A questo punto ammettiamo di aver pensato che la nostra giornata fosse finita, ma la nostra compagnia ci comunica che per rientrare laddove avevamo lasciato le macchine, non utilizzeremo il sentiero fatto all’andata, bensì scendere attraverso il letto di un fiume in secca, dove ci aspettano alcune calate in corda, d’altronde loro avevano l’attrezzatura, perciò perché non utilizzarla?


Iniziamo il cammino e non si sa perché, ma il sottoscritto Livio, forse preso dall’entusiasmo, decido di trascinare Gabriele in testa al gruppo anche stavolta, ma… Aspettate un attimo… Le corde e gli imbraghi li hanno loro, mica noi!

E ora come si fa? Si va avanti comunque! ?


Impavidi e coraggiosi, prendiamo una trentina di metri di vantaggio dagli altri e cominciamo la discesa del letto del fiume, tra salti in stile caprette e passaggi tra le rocce strette e rese scivolose dalla pioggia che continua a cadere sulle nostre teste. Solo quasi giunti alla fine ci fermiamo ad attendere il resto del gruppo perché, passateci il termine “ahinoi”, giungiamo ad una calata troppo alta pure per noi che, pur avendo l’ascendente selvatico, preferiamo fare in sicurezza e legati ad una corda. Superata quest’ultima prova, la passeggiata fino alle auto è stata breve e dopo un breve pic-nic per placare la fame e riprenderci dalla fatica, siamo ripartiti per tornare verso casa.


È stato tutto a dir poco stupendo e nemmeno noi immaginavamo di scoprire e vedere delle bellezze così.

La nostra Sardegna non smette di sorprenderci e se volete scoprirla anche voi, comodamente seduti a casa vostra, continuate a seguire le nostre avventure!

Qua in basso troverete il video che riassume in breve questa splendida giornata. Dategli uno sguardo, condividete l’articolo e non dimenticate il tasto “donazione” per sostenerci nel nostro prossimo grande viaggio!

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